La Settimana Santa negli affreschi della Cappella Portinari: Domenica delle Palme

In questo momento di difficoltà, il Museo di Sant’Eustorgio, in occasione della Settimana Santa, affida i suoi canali digitali a Don Giorgio, parroco della Basilica e guida di tutta la comunità di Sant’Eustorgio.

Ogni giorno della Settimana, sui social del Museo (InstagramFacebook), pubblicherà un’immagine degli affreschi di Vincenzo Foppa in Cappella Portinari e un breve testo che ci auguriamo possano aiutare a vivere meglio questi giorni di ‘passione’.

Per la Domenica della Palme, Don Giorgio ci parla della scena dell’Assunta:

“Fissiamo lo sguardo su Maria Assunta in cielo, che vediamo al centro dell’arco trionfale ovest circondata da angeli festanti. Sull’arco trionfale est, di fronte, c’è l’annunciazione, essenziale per capire l’assunzione. Ascoltiamo il testo di Lc 1,26-38: Al sesto mese, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe.
La vergine si chiamava Maria.  Entrando da lei, disse: «Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te».
A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».
Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio». Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l’angelo si allontanò da lei. Questo testo ci aiuta a comprendere il segreto della gloria di Maria. L’angelo invita Maria a rallegrarsi perché riempita dalla grazia del Signore, che è e sarà sempre con lei. L’annuncio che le è dato è che avrà un figlio, che sarà grande, chiamato Figlio dell’Altissimo, riceverà il trono di Davide e regnerà per sempre. Sarà lo Spirito Santo a operare in Maria per la nascita del Figlio di Dio. L’adesione totale di Maria “avvenga per me secondo la tua parola” permetterà non solo la nascita di Gesù, ma anche il cammino di amore, fedeltà, sapienza e pazienza che porterà Maria alla più autentica gloria, quella dell’assunzione di tutta la sua umanità al Cielo, nella pienezza della vita e della bellezza. Quando Gesù, ben consapevole di cosa lo aspettava, entra trionfalmente a Gerusalemme la domenica delle palme, certamente pensava non solo alla gioia che gli era posta innanzi (Eb 12,2), ma anche alla gioia e alla gloria a cui voleva portare ogni uomo e donna. Maria, che ha espresso il suo desiderio che tutto avvenisse secondo la parola di Dio, è la realizzazione perfetta. A questa gloria e a questa gioia ci chiama tutti il Signore, che va a donare la sua vita per noi. Anche per noi la via è ascoltare e vivere la Sua parola, espressione dell’amore traboccante di Dio per ciascuno e per tutti. Gesù diceva: “chi crede ha la vita eterna” (Gv 6,47). Anche per noi credere, cioè fidarsi del Signore fino a rischiare di seguirlo, è già vita eterna, vita da figli di Dio, chiamati e attesi nella pienezza della gloria.”

Don Giorgio

  • orante

L’Orante

Negli scavi della necropoli tardoantica sono state rinvenute anche alcune lastre ed epigrafi databili al IV-V secolo, tra cui un frammento che conserva poche tracce del testo iscritto e un graffito raffigurante un uomo nell’atteggiamento dell’orante.

  • orante

L’Orante

Negli scavi della necropoli tardoantica sono state rinvenute anche alcune lastre ed epigrafi databili al IV-V secolo, tra cui un frammento che conserva poche tracce del testo iscritto e un graffito raffigurante un uomo nell’atteggiamento dell’orante.