Il primo convento domenicano a Milano

ordine domenicanoL’ordine domenicano, di cui faceva parte anche San Pietro Martire, venne fondato agli inizi del XIII secolo in Linguadoca da Domenico di Guzmán, presbitero spagnolo.

Egli concepì un nuovo modo di predicazione e con i suoi compagni scelse di vivere ed operare in povertà, umiltà e carità avendo però anche una solida preparazione culturale. I conventi domenicani divennero infatti degli importanti centri di studi teologici e biblici.

Nel 1220 la Basilica di Sant’Eustorgio e gli edifici annessi furono assegnati all’ordine domenicano dal vicario arcivescovile Ugolino mentre nel 1228 papa Gregorio XI ne confermò il possesso. Nel corso del XIII secolo la chiesa dotata di un aspetto a sala, adatto alle esigenze di predicazione dell’ordine, che andò man mano ad arricchirsi, nel fianco meridionale, di quattro cappelle gentilizie a cui, nei due secoli successivi, si aggiunsero altre fondazioni, secondo una consuetudine diffusa nelle chiese dell’ordine dei predicatori.

ordine domenicanoAddossandosi al fianco nord della chiesa, i domenicani costruirono il primo nucleo del convento, comprendente le celle dei monaci e alcuni ambienti per la vita comunitaria come il refettorio ed un primo chiostro.

In breve tempo il nuovo insediamento domenicano raggiunse grande popolarità sia per essere stato uno dei conventi dei frati predicatori di fondazione più antica (San Domenico era ancora in vita), sia per l’attiva predicazione contro l’eresia. Dal 1234 ebbe sede in Sant’Eustorgio l’Ufficio dell’Inquisizione della Lombardia e ulteriori interventi, compresa la costruzione di un grande coro ligneo, ebbero luogo per ospitare il Capitolo Generale dell’Ordine (1255).

Il convento di Sant’Eustorgio fu il centro della provincia domenicana di San Pietro Martire ma nel XV secolo iniziò a perdere popolarità fino al trasferimento, nel 1559, del Tribunale dell’Inquisizione nel convento domenicano di Santa Maria delle Grazie ed alla definitiva soppressione nel 1797.

Alessandro Pessoli

Affrontando vari temi, tra cui politica, religione, storia, cultura e identità, l’opera di Alessandro Pessoli è caratterizzata dall’utilizzo di disegni, dipinti e sculture che spesso rappresentano figure espressive e apparentemente malinconiche all'interno di spazi isolati e indeterminati.

Alessandro Pessoli

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