L’evoluzione del Natale dai Romani alle tradizioni di oggi

Dicembre è il mese del Natale, dei ritrovi, dello scambio di doni e di tutte quelle tradizioni, che variano di paese in paese, che uniscono le famiglie. Ma come nasce la tradizione del Natale? Sappiamo che il 25 Dicembre si festeggia la nascita di Gesù ma sul giorno esatto della sua nascita non si hanno notizie certe.

Esistono due teorie principali sulla scelta del giorno per il festeggiamento: secondo la prima la data è stata scelta in base a considerazioni simboliche interne al cristianesimo; secondo l’altra ipotesi la data può essere derivata dall’influenza di festività di altre religioni.

I primi indizi sul Natale risalgono al Commentario su Daniele di sant’Ippolito di Roma, datato al 203-204, antecedente alle testimonianze di analoghe festività del Sole Invitto. Altri cenni poco certi sulla festività del Natale risalgono poi al IV secolo ma il primo riferimento certo della Natività di Cristo con la data del 25 dicembre risale invece al 336.

La tradizione cristiana si fonda sulle stesse basi di quella popolare e contadina. Nello stesso periodo venivano infatti celebrati riti e ricorrenze pagane come i Saturnali, festeggiati nell’antica Roma dal 17 al 23 dicembre, durante i quali si onorava il dio dell’agricoltura – Saturno – e venivano scambiati doni ed organizzati fastosi banchetti.

In foto: dettaglio del sarcofaco di Marcus Claudianus datato 330-335 circa, conservato al Palazzo Massimo di Roma

I Saturnali erano un’antica festa della religione romana dedicata a Saturno, dio dell’agricoltura. Durante questa festa, i Romani usavano celebrare la fine dell’anno dei raccolti e l’inizio di un nuovo periodo. I Saturnali duravano sette giorni ed erano una festa per tutte le classi sociali. Anche i ceti meno abbienti e gli schiavi acquisivano maggiori libertà, creando in certi casi delle inversioni di ruoli.

Questa celebrazione era molto pittoresca, assimilabile a quello che noi oggi conosciamo come il carnevale. La festa cadeva in occasione del solstizio d’inverno e consisteva, dunque, in un rinnovamento: si chiudeva l’anno appena passato e si invocava l’arrivo di un periodo più ricco di pace e prosperità.

Oltre ai Saturnali, alcuni sostengono che i festeggiamenti per il solstizio invernale ed il culto del “Sol Invictus” nel tardo impero romano contribuirono all’istituzione del Natale, nonostante le date delle celebrazioni non si sovrappongano.

Il termine Natalis nel calendario romano veniva utilizzato per diverse ricorrenze, dal Natalis Romae del 21 aprile durante il quale si celebrava la nascita dell’Urbe, al Dies Natalis Solis Invicti, ovvero la festa dedicata alla nascita del Sole (Mitra), ufficializzata per la prima volta da Aureliano nel 274 d.C. con la data del 25 dicembre.

Questa festa nello specifico fu introdotta dopo la conquista della Grecia, a seguito della quale a Roma giunsero diversi influssi culturali orientali sia filosofici che religiosi. Il culto del dio Mitra, raffigurato come il Sole, venne particolarmente assimilato dal popolo romano che già festeggiava il 26 dicembre il solstizio d’inverno.

Per questo motivo l’imperatore Aureliano istituì ufficialmente il 25 dicembre come la festa del Natalis Solis Invicti, il Natale del Sole Invitto, durante il quale si celebrava il nuovo sole “rinato” dopo il solstizio invernale.

Successivamente, tra gli anni 320 e 353, durante il pontificato di Giulio I, il papa stabilì il 25 dicembre come data di nascita di Cristo; data riconfermata un secolo dopo da Papa Leone Magno e dichiarata festività ufficiale dell’impero nel 529 da Giustiniano.

In foto: Aureliano con la corona radiata, su una moneta di bronzo argentato rinvenuta a Roma, 274-275
In foto: Mosaico del III secolo nella Necropoli vaticana sotto la basilica di San Pietro, nella volta nel Mausoleo dei Giulii: è stata avanzata l’ipotesi che sia una raffigurazione di Gesù nelle vesti del dio-sole Apollo-Helios/Sol Invictus alla guida del carro.

Come accennato, la celebrazione del Natale non si ritrova nei primi calendari delle ricorrenze cristiane. Le iniziali festività natalizie risalgono circa al 200 d.C. e provengono da Alessandria d’Egitto, ma per quanto riguarda la Chiesa di Roma, la più antica fonte sulla celebrazione cattolica del Natale è il Cronografo del 354.
Alla fine del IV secolo la tradizione dei festeggiamenti di Natale arrivarono fino a Milano, per poi diffondersi poco a poco nelle altre diocesi dell’Italia settentrionale.

Durante l’opera di conversione dei popoli germanici da parte dei missionari ci fu una commistione tra le feste pagane e la tradizione cristiana. In questo senso sono giunti fino ad oggi alcuni simboli provenienti dalle celebrazioni pagane, come l’uso decorativo del vischio, dell’agrifoglio e l’albero di Natale, che si sono consolidate nel tempo insieme alle consuetudini cristiane.

Nella tradizione cristiana il Natale celebra la nascita di Gesù a Betlemme, e con essa la presenza di Dio che si rivela ed entra nel mondo terreno. Il Natale si trova anche al centro di un tempo liturgico specifico, il Tempo di Natale, che segue il Tempo di Avvento, che inizia con i primi vespri del 24 dicembre e termina con la domenica del Battesimo di Gesù.

In foto: Natività di Vincenzo Foppa – circa 1492

Giuseppe Vermiglio

Giuseppe Vermiglio è un artista di grande qualità e interesse riscoperto dalla critica, dopo un’intuizione iniziale di Longhi, a partire dagli anni Ottanta del XX secolo.

Giuseppe Vermiglio

Giuseppe Vermiglio è un artista di grande qualità e interesse riscoperto dalla critica, dopo un’intuizione iniziale di Longhi, a partire dagli anni Ottanta del XX secolo.