Il Parco delle Basiliche e la sua storia
Nel Quartiere Ticinese, il parco che collega la basilica di San Lorenzo e quella di Sant’Eustorgio è conosciuto come Parco delle Basiliche anche se dal 2000 il nome ufficiale sarebbe Parco Giovanni Paolo II.
Questo parco si estende da Piazza Vetra fino alla Basilica di Sant’Eustorgio ed è attraversato da via Molino delle Armi. Nel tempo è stato spesso luogo di atti vandalici e per questo motivo dal Giubileo del 2000 è stato recintato e dotato di varchi sorvegliati. Nei tempi antichi questa zona è stata teatro di orrori e torture ma la storia di questo parco come lo conosciamo ora inizia nel 1925 con una variante del PRG. Questo prevedeva una riqualificazione dei terreni paludosi dietro San Lorenzo, l’abbattimento di alcuni edifici e la conseguente ridistribuzione degli spazi tra le colonne romane e piazza Vetra.

Il progetto iniziò formalmente nel 1934 mentre quello dell’area verde risale invece agli anni del dopoguerra, realizzato dagli architetti Bagatti Valsecchi e Grandi, ed era pensato come un percorso archeologico tra i due antichi templi, le colonne di San Lorenzo ed i resti dell’anfiteatro romano posti sul lato sinistro di corso di Porta Ticinese.
Piazza Vetra oggi fa parte del parco ma dopo i bombardamenti e le demolizioni avvenute dopo i conflitti mondiali, non conserva nulla dell’aspetto originario. Le vecchie case, covo di malavita e di poveri diavoli, così come le botteghe dei conciatori di pelli furono abbattute per lasciare spazio ad un’area meno densamente popolata.
Cronaca di un ritorno
Giovedì 23 aprile alle ore 17.30, presso il Museo di Sant’Eustorgio e della Cappella Portinari, si terrà l'evento "Cronaca di un ritorno", dedicato al restauro e alla ricollocazione in Cappella Portinari del tondo con busto di Apostolo strappato nel 1951.
Il tondo di Vincenzo Foppa torna visibile
Domenica 19 aprile 2026 dalle ore 10.00 alle ore 18.00, prima della sua ricollocazione nella cupola della Cappella Portinari, il tondo con busto di Apostolo di Vincenzo Foppa sarà eccezionalmente esposto ad altezza d’uomo nella Cappella Solariana di San Francesco.
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