Città sotto la città: i segreti dell’antica Milano nascosti sotto la superficie.

Al di sotto di Milano esiste un vero e proprio mondo fatto di cripte, cunicoli e passaggi segreti. Una città sotterranea di altre epoche, affascinante, intricata e misteriosa, che si estende dai principali complessi episcopali verso ogni direzione.

Qualche metro al di sotto del manto stradale si trovano necropoli, resti di chiese antiche e mausolei, testimonianze di insediamenti urbani e civiltà remote, oggi quasi totalmente visitabili. Conosciamo già il Cimitero Paleocristiano, parte del percorso museale di Sant’Eustorgio, ma se volessimo andare Oltre il Museo?

Partiamo dalle vicinanze della Basilica: nella zona dei Navigli, forse una delle più misteriose se si parla di sotterranei, oltre al cimitero paleocristiano sono stati rinvenuti i resti di antiche sepolture tardoantiche/altomedievali di popolazioni germaniche, oppure ossari come sotto le chiese di San Marco e San Bernardino alle Ossa. Tra i ritrovamenti anche anche passaggi usati come vie di fuga e rifugi risalenti ai tempi della Grande Guerra.

Nella foto il soffitto affrescato dell’ossario di San Bernardino alle Ossa.

Andando verso il centro della città, in piazza Missori sono visibili in superficie i resti della chiesa di San Giovanni in Conca, più precisamente della sua abside, mentre nel sottosuolo si trova quella che è una delle poche superstiti e preziose cripte romaniche milanesi. La Cripta è composta da una volta a crociera sorretta da 18 colonne dai capitelli di forma e decorazione differente; sono visibili anche frammenti di affreschi e di pavimentazione, statue e sarcofagi. Un vero e proprio tesoro sotterraneo.

La basilica di San Giovanni in Conca è stato un edificio religioso paleocristiano risalente all’epoca romana tardo imperiale e fu ricostruita nel Medioevo in stile romanico. La chiesa era in origine dedicata agli evangelisti, basilica evangeliorum, e fu solo in seguito dedicata a Giovanni apostolo ed evangelista.

Il termine “in Conca” nel nome della cripta si riferisce ad un avvallamento del terreno su cui venne poi realizzata la basilica che fu demolita tra il 1948 e il 1952 per esigenze viabilistiche.

Nella foto il colonnato della Cripta di San Giovanni in Conca.

Da Piazza Missori ci spostiamo ora verso piazza del Duomo, dove è possibile visitare la parte sottostante l’attuale sagrato della cattedrale. Qui si trovava l’originario centro della cristianità in città: la cattedrale di Santa Tecla, il battistero di San Giovanni alle fonti e la basilica di Santa Maria Maggiore.

Uno dei ritrovamenti più interessanti in questa zona è proprio il Battistero di San Giovanni alle Fonti, i cui resti sono stati scoperti tra il 1961 e il 1963 grazie agli scavi per la costruzione della linea M1 della metropolitana di Milano.

Risalente al IV secolo d.C., quando Mediolanum è stata capitale dell’Impero romano d’Occidente, è uno dei luoghi più sacri della città e di tutta la cristianità. Qui Sant’Ambrogio battezzò Sant’Agostino durante la veglia pasquale del 387 d.C. In questo luogo si possono quindi scorgere le testimonianze delle personalità che vissero e operarono attorno a questa fonte.

All’epoca della sua edificazione, il battistero si trovava in stretta vicinanza con la basilica vetus (cattedrale di Santa Maria Maggiore) e con la basilica maior (basilica di Santa Tecla) con le quali, insieme anche al battistero di Santo Stefano alle Fonti formava il “complesso episcopale”.

Il battistero di San Giovanni alle Fonti fu demolito nel 1388, durante i lavori del cantiere per il Duomo ma di esso rimangono appunto i resti di parte del muro perimetrale ottagonale e delle nicchie rettangolari e semicircolari.

Il sito archeologico è visitabile dal pubblico e il suo ingresso si trova all’interno del Duomo di Milano.

Dalla chiesa di San Sepolcro ci muoviamo verso il Castello Sforzesco: la presenza di una fitta rete di percorsi sotterranei non è nota a tutti ma questi attraversano Parco Sempione e si dirigono verso al campagna.

Questi passaggi sono stati creati da Ludovico il Moro per potersi spostare segretamente verso le zone cruciali della città o anche per darsi alla fuga nei momenti più critici. La Strada Coperta della Ghirlanda, così viene chiamato questo percorso, veniva battuta sia a piedi che a cavallo e rimane tutt’ora un grande esempio di ingegneria quattrocentesca. La Strada Coperta della Ghirlanda è visitabile ancora oggi.

Esistono leggende per cui esisterebbe anche un passaggio segreto che collega il Castello Sforzesco al santuario di Santa Maria delle Grazie, via di fuga per i nobili da rivolte e battaglie, ma la sua presenza non è mai stata confermata.

La Milano imperiale romana rivive sotto la superficie di quella che oggi conosciamo, ed in alcuni casi è possibile visitare qualcuno degli antichi percorsi. Nei sotterranei di Palazzo Turati presso la Camera di Commercio in via San Vittore al Teatro 14 è infatti possibile visitare i resti dell’antica struttura del teatro romano. Il teatro romano di Milano fu edificato durante l’età augustea, tra la fine del I secolo a.C. e l’inizio del I secolo. È stato il primo grande edificio costruito dagli antichi Romani a Mediolanum al quale seguì la realizzazione del foro romano.

Il teatro venne costruito nella parte occidentale dell’antica città, nei pressi di Porta Vercellina romana e delle mura romane di Milano, non lontano dal decumano massimo (oggi corrispondente alle attuali via Santa Maria alla Porta e via Santa Maria Fulcorina), arteria stradale che portava al foro romano di Milano.

Dopo la sua distruzione, dal Medioevo in poi sorsero diversi edifici religiosi (come la chiesa di San Vittore al Teatro) attorno a ciò che rimaneva del teatro romano ed i suoi resti furono ricoperti più volte da altre costruzioni. L’antica struttura romana fu riscoperta per la prima volta solo verso la fine del XIX secolo, nel 1880, durante la costruzione di Palazzo Turati.

Nell’area archeologica di via San Vittore al Teatro 14 sono visibili anche alcuni capitelli, una porzione di una colonna del muro che faceva da sfondo al palco, lo scavo di un pozzo medioevale, un piccolo forno, pali di fondazione originali in legno di rovere, alcune parti delle fondamenta dell’edificio e alcuni resti del porticato colonnato esterno che era adiacente al palco. Tra i resti si riconosce anche un corridoio pedonale semicircolare che divideva la gradinate più elevate (summa cavea) dalle gradinate più basse (ima cavea).

Altri resti del teatro (due pilastri in pietra della parete curva corrispondente alle gradinate degli spettatori) sono stati rinvenuti in piazza Affari 5 e in piazza Affari 6 (qui sono conservate parte delle fondamenta del palco degli attori), ma non sono ancora visitabili.

Foto di Stefano Bolognini

Un altro degli edifici di epoca imperiale romana i cui resti si trovano ancora nei sotterranei milanesi è il mausoleo imperiale di Valentiniano II.

Il mausoleo imperiale di San Vittore al Corpo fu un monumento funerario a pianta circolare edificato verso la fine del IV secolo e situato al di fuori delle mura romane di Milano nei pressi di Porta Vercellina romana. Il mausoleo accolse probabilmente le tombe della casata dell’imperatore Valentiniano.

L’edificio funebre è stato convertito in cappella di San Gregorio tra il IX e il X secolo e annesso alla chiesa di San Vittore al Corpo. Quest’area fu parzialmente scavata tra il 1950 e il 1953 e tra il 1960 e il 1977, e furono riportate alla luce un recinto fortificato, un quarto del mausoleo e circa novanta sepolture sia cristiane che pagane (in minima parte).

Tali resti sono oggi visitabili nei sotterranei della chiesa di San Vittore al Corpo, mentre in via San Vittore 21, all’interno del monastero di San Vittore al Corpo, (sede oggi del Museo nazionale della scienza e della tecnologia Leonardo da Vinci), è possibile vedere ciò che resta del recinto fortificato che un tempo racchiudeva l’area del mausoleo imperiale.

L’Assunzione della Vergine – Foppa

Nel percorso alla scoperta delle origini di Ferragosto abbiamo accennato all’affresco di Vincenzo Foppa, visibile su uno degli arconi della Cappella Portinari, l’Assunzione della Vergine. Nel citato episodio Mariano è raffigurata Maria Assunta in cielo, al centro dell’arco trionfale, circondata da angeli festanti.

L’Assunzione della Vergine – Foppa

Nel percorso alla scoperta delle origini di Ferragosto abbiamo accennato all’affresco di Vincenzo Foppa, visibile su uno degli arconi della Cappella Portinari, l’Assunzione della Vergine. Nel citato episodio Mariano è raffigurata Maria Assunta in cielo, al centro dell’arco trionfale, circondata da angeli festanti.