Natale Puleo ci racconta la sua esperienza con l’Associazione Amici dei Magi

La storia dell’Associazione Amici dei Magi trae origine dalla mia personale esperienza di fede all’interno della comunità di s. Eustorgio, con cui sono venuto a contatto nel lontano 1985, quando sono diventato parrocchiano, trasferendomi in Corso di Porta Ticinese con la mia famiglia.
Dal mio appartamento sono visibili in modo chiaro l’intero complesso dei chiostri di S.Eustorgio, il campanile, la cappella Portinari e la chiesa, meglio conosciuta con il termine di “basilica magorum”, cioè la basilica dei Magi.
Prima di allora la mia conoscenza dei Magi rientrava nella media di tanti cristiani ed il ricordo si riconduceva essenzialmente al periodo natalizio.
Frequentando col tempo la parrocchia in occasione delle varie funzioni religiose, ho iniziato a scoprire una realtà che non conoscevo: la basilica custodisce le reliquie dei Magi e il loro sarcofago!

Inoltre, il 6 gennaio di ogni anno, festa dell’Epifania, vengo a sapere che si è sempre svolto il corteo storico dei Magi, organizzato proprio dalla parrocchia di S.Eustorgio: percorrendo le strade cittadine e passando per il Corso Ticinese sotto le mie finestre, esso termina nella piazza antistante la chiesa. Così, grazie alla parrocchia e al mio balcone affacciato sul corteo, vengo a conoscenza di un altro pezzo della meravigliosa realtà dei Magi: la rievocazione del loro lungo viaggio alla ricerca di Gesù che viene al mondo. Il mio interesse verso i Magi cresce sempre di più, ed essendo il corteo composto da volontari, prevalentemente della parrocchia, decido di farne parte, iscrivendomi come figurante.

Partecipo così per la prima volta in prima persona al corteo e mi viene assegnato il ruolo di dignitario di Gaspare, uno dei Magi: l’immedesimazione in uno dei personaggi mi permette di prendere coscienza dell’importanza dell’evento a cui partecipo, dove non c’è nulla di folkloristico, ma è una testimonianza di fede compiuta davanti a tutta la folla che viene a vedere il corteo ogni anno.
Rinnovo entusiasta la mia partecipazione al corteo anche negli anni successivi fino a quando l’amico, che ne era il responsabile organizzativo, mi chiede di affiancarlo nella gestione e mi destina, con l’approvazione del parroco del tempo, alla sua successione l’anno seguente. Così dapprima lo affianco sul palco e osservo con attenzione i suoi movimenti e i discorsi di intrattenimento che rivolge ai presenti sulla piazza, che attende l’arrivo del corteo.

A questo LINK la puntata di “I Viaggi del Cuore” andata in onda il 21 novembre in cui si parla del Corteo Storico e dell’Associazione amici dei Magi.

Dai suoi racconti apprendo buona parte della storia di questo evento: dal suo lontanissimo inizio del 1336, come raccontato da Galvano Fiamma nel De antiquitatibus Mediolani, al suo proseguimento negli anni (ad esclusione dei tempi della peste di Milano sotto san Carlo Borromeo e delle successive guerre mondiali fino al ripristino voluto dall’arcivescovo Montini nel 1961).
Vengo così a conoscenza del trafugamento delle reliquie operato da Barbarossa e del parziale recupero solo nel 1903, avvenuto grazie al cardinal Ferrari dopo secoli di inutili tentativi.
Tutte queste notizie non fanno altro che suscitare in me un forte interesse a saperne di più, e pur non essendo per formazione né uno storico, né uno studioso dell’antichità né un esperto di teologia, decido di approfondire le mie conoscenze sui Magi.
Inizio a studiare una serie di documenti e testimonianze dirette che mi hanno permesso di far parzialmente uscire i Magi da quell’alone di mistero che li circonda: grazie a circostanze e dati oggettivi, la loro storia si è riqualificata ai miei occhi, passando da “leggenda” a “tradizione”, come mi sembra più corretto definire.
Questo passaggio mi ha indotto, quindi, ad alzare il livello del mio impegno sull’argomento: dopo varie condivisioni e confronti con gli amici che mi aiutavano nell’organizzazione del corteo, ci siamo convinti della necessità di creare uno strumento che rafforzasse quello che già facevamo, garantendo la continuazione nel tempo del corteo storico, e, contemporaneamente, che approfondisse e divulgasse la conoscenza dei Magi tra la gente comune e gli studiosi.
È così che nasce l’idea dell’associazione.
A quel punto abbiamo raccolto le motivazioni emerse tra di noi e le abbiamo concretizzate negli obiettivi fissati in uno statuto: gestire nel tempo il corteo storico, divulgare ed approfondire con l’aiuto di esperti nei vari settori (arte, teologia, astronomia, storia,ecc.) la conoscenza dei Magi in modo che non si esaurisse solo con la festa del 6 gennaio, ma si potesse estendere per tutto il resto dell’anno.
Quest’ultimo punto è da noi particolarmente sentito: attraverso i contatti con la gente, che in gran parte non conosce né l’esistenza a Milano delle reliquie dei Magi né quella del corteo storico, abbiamo capito quanto fosse opportuno avviare un ciclo di conferenze per sensibilizzare i fedeli e i cittadini.
Contemporaneamente con l’aiuto decisivo di un amico socio, esperto di problematiche su web, abbiamo realizzato il nostro sito internet (www.magorumfriends.it), interfacciandolo con i più importanti e conosciuti social, in modo da allargare il nostro naturale bacino di interesse ad un mondo prevalentemente laico, che sicuramente non è, e forse non sarebbe probabilmente mai, venuto a contatto con la realtà dei Magi.
Dai risultati rilevati abbiamo constatato che la nostra sfida ha avuto un buon successo e dagli inizi abbiamo aumentato le nostre iniziative attraverso questo strumento.
Ecco in sintesi come è nata la nostra “mission”, che ci onoriamo di portare avanti come testimonianza di fede e di ricerca della verità Cristo, sull’esempio di quanto i Magi fecero ai loro tempi.

Tutte le foto sono di Andrea Cherchi

Giuseppe Vermiglio

Giuseppe Vermiglio è un artista di grande qualità e interesse riscoperto dalla critica, dopo un’intuizione iniziale di Longhi, a partire dagli anni Ottanta del XX secolo.

Giuseppe Vermiglio

Giuseppe Vermiglio è un artista di grande qualità e interesse riscoperto dalla critica, dopo un’intuizione iniziale di Longhi, a partire dagli anni Ottanta del XX secolo.