Museo di Sant’Eustorgio
e della Cappella Portinari

“Il museo è un’istituzione permanente senza scopo di lucro e al servizio della società, che compie ricerche,
colleziona, conserva, interpreta ed espone il patrimonio culturale, materiale e immateriale.
Aperti al pubblico, accessibili e inclusivi, i musei promuovono la diversità e la sostenibilità.
Operano e comunicano in modo etico e professionale e con la partecipazione delle comunità, offrendo
esperienze diversificate per l’educazione, il piacere, la riflessione e la condivisione di conoscenze.”

Questa è la definizione ICOM (International Council of Museums) del 2022 che definisce il museo come un’istituzione permanente, senza scopo di lucro e al servizio della società, che ricerca, colleziona, conserva, interpreta ed espone il patrimonio materiale e immateriale, rendendolo accessibile, inclusivo, sostenibile, promuovendo la diversità e operando eticamente e professionalmente con la partecipazione delle comunità per contribuire alla dignità umana e alla giustizia sociale.

Un museo è importante per la vita della sua città, crea conoscenza, e nel nostro mondo contemporaneo svolge un compito fondamentale portando turismo e sviluppo economico. Nel caso del Museo di Sant’Eustorgio e della Cappella Portinari è anche l’opportunità per i tanti visitatori che vengono accolti di godere della bellezza di un monumento straordinario come la Cappella Portinari dove architettura e pittura si fondono, o di conoscere visitando il cimitero Paleocristiano un aspetto della Milano della cristianità delle origini.

Quest’opportunità viene colta, oltre che da tanti milanesi e dagli italiani provenienti da tutto il Paese, anche da tanti che giungono da tutti gli angoli del mondo.

Nel 2025 sono stati tanti i visitatori provenienti dall’Europa: dalla Germania, dal Regno Unito, dalla Francia, dalla Spagna, dalla Polonia, dalla Svizzera, dalla Danimarca, dall’Austria, dalla Svezia, dalla Finlandia, dalla Lettonia, dall’Irlanda, dalla Lituania, dalla Moldova, dall’Ucraina, dall’Estonia, dalla Romania, dal Belgio, dall’Olanda, dalla Repubblica Ceka, dall’Ungheria, dal Portogallo, dalla Grecia, dalla Macedonia, dalla Slovenia, dalla Serbia, dalla Norvegia, dalla Bulgaria, da Malta, dal Lussemburgo, dalla Croazia, da Cipro, dalla Russia e dalla Bielorussia.

Tanti anche dal continente americano: dagli Stati Uniti, dal Messico, dal Canada, dal Brasile, dall’Argentina, dal Cile, dal Perù, dalla Colombia, dal Nicaragua, dall’Uruguay, dal Venezuela e dal Guatemala.

Tanti dall’Asia: dalla Cina, dal Giappone, dalla Turchia, dalle Filippine, da Israele, dalla Corea, dall’Uzbekistan, dalla Georgia, dalla Giordania, da Singapore, dall’Armenia, dalla Palestina, da Taiwan, dallo Sry Lanka, da Honkong, dalla Tailandia, dal Kazakistan, dall’Iran, dall’Azerbaigian, dall’India, dal Libano, dal Vietnam e dalla Malesia.

Visitatori anche dall’Oceania: dall’Australia e dalla Nuova Zelanda.

In misura minore anche dall’Africa: dall’Algeria, dall’Uganda e dal Sud Africa.

Una particolarità è rappresentata da alcuni visitatori che si sono dichiarati provenienti da alcuni luoghi specifici di alcuni Stati e non dallo Stato nazionale: dalla Crimea, da Gibilterra e dalla Corsica.

Ognuno avrà letto il nostro museo con gli occhi della propria cultura ma sicuramente, come ci hanno detto, l’avrà apprezzato e portato con sé nel mondo.
Ecco perché oggi l’OLTRE IL MUSEO lo dedichiamo proprio al Museo di Sant’Eustorgio e della Cappella Portinari che con i suoi gentili visitatori è nel mondo.